| |
|
|
 |
|
SQUAT : Scienza & Coscienza
Capitolo 1: Benefici & Miti
|
|
|
 |
|
Lo squat è chiamato il re degli esercizi poiché più di ogni
altro è capace di potenziare, muscolarizzare, correggere.
Gli effetti benefici
dello squat vanno dal potenziamento del sistema locomotorio
e di sostegno in toto, al potenziamento di tutti i parametri
che presiedono al recupero e alla supercompensazione.
LO SQUAT
è l’ esercizio più popolare
eseguito negli ambienti
sportivi e della riabilitazione più evoluti
scientificamente e per buone ragioni. Lo s quat in accosciata
completa mette simultaneamente in azione tutti i muscoli
della parte centrale (core) e inferiore del corpo, in tal
modo
si rinforzano e si potenziano sia tutti i muscoli delle
gambe, glutei, quadricipiti, e
ischio-crurali
sia i muscoli erettori spinali e gli addominali che
stabilizzano la parte superiore del corpo. I tendini e i
legamenti delle relative articolazioni si ingrossano e
diventano più forti allontanando il rischio di infortunio.
Fortificare e
migliorare la coordinazione e l’equilibrio di tutto questi
gruppi muscolari per gli atleti di qualunque disciplina
sportiva significa migliorare la capacità atletica a 360°.
Andare più veloce, saltare più in alto o più in lungo, diminuendo
significativamente il rischio di infortuni è cosa normale per gli atleti
che si potenziano con lo squat.
Fortificare e
migliorare la coordinazione e l’equilibrio di tutto questi
gruppi muscolari durante le fasi di riabilitazione (es., del
ginocchio) assicura un recupero più rapido, più completo e
più sicuro dei molto spesso-raccomandati sostituti tipo leg
exention e simili.
Lo squat è di vitale
importanza per la salute del ginocchio. Per il fatto che
allena contemporaneamente sia il quadricipite che il
bicipite femorale, lo protegge, lo potenzia e crea quell’
equilibrio neuro muscolare e di sostegno necessario per una
stabilità ottimale della sua biomeccanica. Questo, al
contrario di tutti gli altri esercizi per le gambe che,
allenando solo il quadricipite o solo il bicipite femorale,
creano azione lussanti sul ginocchio con continua
degenerazione dell'articolazione e dei suoi annessi.
Lo squat è in
assoluto il miglior esercizio per assicurare i guadagni più
rapidi di massa muscolare:
Stimolando una maggiore
(molto maggiore) produzione di testosterone endogena aumenta
la sintesi proteica in tutte le cellule muscolari. O, se
volete, la possiamo mettere così per creare una convergenza
di intendi tra le varie “teorie”: Il nostro corpo sottoposto
a stress (razionale) reagisce irrobustendosi. Visto che lo
squat coinvolge duramente il sistema locomotorio, di
sostegno e di recupero in toto, tutto il corpo si
potenzierà e si ingrosserà in modo molto maggiore rispetto a
qualunque altro esercizio. Tutti d’accordo? Va bene… ci
sono anche gli stacchi, ma adesso stiamo parlando di squat.
Di stacco parleremo con un altro articolo.
Adesso l'azione correttiva.
Lo squat agisce anche
sulla gabbia toracica allargandola. Questo succede
soprattutto eseguendo lo squat nella modalità respiratoria.
La respirazione forzata crea una spinta dell'aria
dall'interno del torace verso l'esterno, la
pressione del carico accentua l'azione di quest'ultima.
Risultato: il torace si allarga perché queste forze agiscono
in un'aria intorno allo sterno ove la struttura ossea è allo
stato di cartilagine. Un torace largo dona un aspetto
estetico di grande rilievo ma, cosa più importante, aumenta
la capacità respiratoria. Misuratevi il torace dopo solo un
mese di squat eseguito razionalmente, vi assicuro una
crescita di 2-5 cm.
Potenziando i muscoli
glutei, è il principale presidio per l'equilibrio della
statica e della dinamica del bacino. Eseguendo lo
squat potete dimenticarvi del problema del bacino in
antiversione.
Vi basta!? C'e né ancora.
Nell'esercizio sono
anche interessati tutti i muscoli centrali della schiena e i
muscoli intrinseci della colonna vertebrale (i muscoli della
schiena lavorano come muscoli stabilizzatori e di sostegno).
L'effetto del
potenziamento dei muscoli spinali è che, a dispetto di
dottori, allenatori, istruttori, e fisoterapisti poco
informati (e formati) che vietano lo squat in questi casi,
paramorfismi della colonna sia sul piano sagittale che sul
piano frontale possono essere ridotti (se non corretti)
dallo squat. Io l’ho fatto su una moltitudine di miei
allievi. Semplicemente l’organismo si rafforza è si
sviluppa nella stessa direzione dello stress pressorio ma
con verso opposto .
A tal proposito, vi
voglio raccontare, tra i moltissimi casi di cui mi sono occupato,
un caso veramente eclatante. Verso la metà degli anni 80, si
presenta nella mia palestra un ragazzo accompagnato dal
padre che mi dice le testuali parole: ”siamo stati dallo
specialista ortopedico e ci ha detto che la colonna
vertebrale di mio figlio è alterata tanto che dovrà portare
il busto e che per tutto il corso della sua vita non deve
appoggiare nemmeno un filo di paglia sulle sue spalle”.
Bene. Nel programma di riabilitazione gli ho messo subito lo
squat. Naturalmente, inizialmente, fatto solo con l’asta di
legno. Dopo sei mesi questo genitore di ritorno da una visita
di controllo fatta sempre presso lo stesso specialista mi
dice le sempre testuali parole: “Quando il professore "Nondiciamoilnome"
ha visto le lastre ha cominciato a “saltare sulla sedia”
stupefatto dicendo che era impossibile, quelle non potevano
essere le lastre del ragazzo.” È inutile dirvi che la
schiena era andata a posto. Ma è utile dirvi che il ragazzo
in seguito vinse i campionati italiani di alzate di potenza
sollevando nello squat 290 kg con un peso personale di 82
kg. Non male per un ragazzo che dove doveva rimanere
invalido a vita… non vi pare? A questo punto, una deduzione
ed un ammonimento.
LA DEDUZIONE:
Cari specialisti della riabilitazione, e non solo, non
pensate che manchi un ponte tra voi e noi? Non pensate che
una collaborazione tra noi e voi si può tradurre in un
maggior numero di persone con salute migliorata?
Naturalmente, siete autorizzati , anzi è vostro dovere, a
richiedere e verificare le conoscenze e l’esperienza degli
istruttori candidati per la collaborazione.
L’AMMONIMENTO.
Cari istruttori, non fate che “lo ha fatto lui, lo faccio
anche io”. Questo ammonimento lo ripeterò fino alla noia se
serve per evitare danni irreparabili. Se non conoscete
profondamente la biomeccanica, la kinesiologia, l’anatomia
funzionale lasciate perdere. Dovete conoscere il corpo
umano, almeno riguardo ai sistemi e agli apparati che ci
riguardano, millimetro per millimetro. Dovete almeno
riuscire a capire perché una articolazione (e i suoi
annessi) è fatta in un certo modo. Dovete almeno riuscire a
capire perché un muscolo (e i tendini) è fatto e si colloca
in un certo modo e …..mi fermo qui ma penso, e spero, che
sono stato chiaro. Una regola imprescindibile: scienza e
coscienza.
Torniamo a noi. Avete
visto cosa può fare lo squat?...Fantastico vero?... È un
miracolo di esercizio.
Non esiste nessun
esercizio e nessuna attività motoria che, come lo squat,
potenzia tutto, tutto in una volta, tutto al massimo.
Non importa se tu sei
un culturista, un pesista, un alzatore di potenza, una
ballerina,un atleta di un qualsiasi altro sport oppure stai
seguendo un programma di riabilitazione: per raggiungere con
successo il tuo obbiettivo devi fare lo squat in accosciata
completa.
La domanda adesso è :
come mai questo miracolo di esercizio non è molto popolare
nelle palestre?
Se osserviamo la quasi
totalità delle palestre commerciali possiamo notare lo
stesso scenario: una moltitudine di specchi e macchine di
ogni tipo riempiono tutto lo spazio. Va da sé che se
volgiamo lo sguardo verso quelli che si stanno allenando
vediamo persone che, male informate, tentano, invano, di
raggiungere i loro obiettivi stando seduti su una macchina
o facendosi trascinare da un
tapis roulant.
In qualche palestra,
osservando bene, tra la giungla di macchine, nascosta in un
angolo possiamo notare che esiste una gabbia per lo squat,
ma come è facile verificare è sempre deserta.
Come mai tutto
questo? I motivi sono tanti , ma i principali sono:
·
Falsi miti
·
Squat vs. Sostituti
·
L’elevato impegno psicofisico
·
Incompetenza
·
La
pista dei soldi
FALSI MITI
Mito 1:
lo squat danneggia l’
articolazione del ginocchio...
Questo
è falso! Lo squat migliora e potenzia l’articolazione del
ginocchio e lo preserva da incidenti e infortuni
Vediamo perché
evidenziando come il corpo risponde agli stimoli allenanti.
Il corpo risponde ad uno stimolo allenante con
l’adattamento.
L’adattamento
rappresenta la capacità dell’organismo di ricreare il suo
equilibrio fisiologico (omeostasi) perturbato da uno stimolo
allenante superiore al suo livello di condizionamento e,
successivamente, creare un equilibrio di livello superiore
capace di far fronte a nuovi stimoli dello stesso tipo.
Il corpo reagisce allo stimolo allenante
con modificazioni
funzionali, metaboliche e morfologiche che provocano
miglioramento delle capacità condizionali e coordinative.
Legamenti, tendini, e gli altri tessuti connettivi si
ingrossano e diventano più forti in risposta al carico
allenante imposto alle articolazioni e ai suoi annessi
durante l’allenamento.
Facendo lo squat,
pertanto, si ingrossano e diventano più fortificano
articolazione (e suoi annessi) e i muscoli che circondano
l’articolazione del ginocchio che migliora anche la sua
stabilità. La porzione dell'osso nella quale si inseriscono
i tendini diviene più forte, migliorando ulteriormente
l'integrità della giuntura. Nella cartilagine, che è poco
vascolarizzata, lo scambio di sostanze nutritive e di
rifiuti prodotti avviene tramite il fenomeno della
diffusione che si attiva maggiormente con il movimento
sotto carico alternato ad un razionale riposo. Uno squat
razionale impone al ginocchio uno stress razionale che ben
promuove il fenomeno della diffusione garandendoci la
massima salute della cartilagine articolare. Lo squat non è
dannoso per le ginocchia! Lo squat è necessario e
insostituibile per la salute del ginocchio
Lo squat non causa ma previene e cura
gli incidenti migliorando la resistenza di tendini e
legamenti e potenziando in modo equilibrato tutti i muscoli
che presiedono al movimento così che si ottiene
una molto maggiore stabilità e forza del ginocchio.
A tal proposito, vi
voglio raccontare, sempre tra i moltissimi casi di cui mi sono
occupato, un altro caso veramente eclatante. Quattro anni
fa, si presenta nella mia palestra un ragazzo di 17 anni
accompagnato dalla madre che mi dice le testuali parole: ”mio figlio si è operato al legamento crociato anteriore e
nonostante una lunga terapia in un istituto di
riabilitazione (non diciamo il nome) il ginocchio è in
cattive condizioni, può eseguire solo lievi piegamenti.
L’ortopedico gli ha detto che anche se lentamente riprenderà
la piena funzionalità sarà solo per limitate funzioni della
vita normale. Non potrà più giocare al pallone. Sono
disperata. Il pallone è la vita per mio figlio che al
responso dell’ortopedico è caduto in uno stato di
depressione. Avevo davanti un ragazzo alto (186 cm) e
magrissimo (58 kg) con due gambe magrissime (40 cm) e un
ginocchio veramente malandato. Mi sono messo al lavoro. Nel
programma di riabilitazione gli ho messo subito lo squat.
Naturalmente, inizialmente, fatto solo con l’asta di legno e
limitata alla poca escursione di cui era capace…Dopo un anno
questo genitore di ritorno da una visita di controllo fatta
sempre presso lo stesso specialista che lo ha operato mi
dice le sempre testuali parole: “il dottor "Nondiciamoilnome"
non credendo ai propri occhi ha detto che quella non poteva
essere la gamba che aveva operato.” Lo stupore del dottore
era pienamente giustificato. Aveva operato un gracile
ragazzino di 45 kg e si è ritrovato un pezzo di marcantonio
di 80 kg, con un paio di gambe da 60 cm e capace di eseguire
uno squat come lo facciamo noi: in accosciata completa
(glutei che toccano i polpacci) con 150kg!
Avete visto cosa può
fare lo squat per le ginocchia?
Sono le persone che
non fanno squat che sono a più grande rischio di danni e
infortuni al ginocchio.
Questo quando lo squat
è eseguito correttamente,
Dovete, però,
assicurarvi che state compiendolo correttamente. Dovete
assicurarvi di compiere correttamente tutti gli esercizi se
volete allontanare la possibilità di incidenti, ma per lo
squat questa sicurezza deve essere centuplicata.
Lo squat, se eseguito
erroneamente, può mettere stress indebito sulle
articolazioni , tendini, legamenti causando inevitabili
danni.
Mentre il necessario e
corretto stress produce l'adattamento, e quindi
miglioramenti della stabilità del ginocchio e di tutte le
articolazioni che intervengono nello squat , una tecnica
errata e/o un carico eccessivo provocano solo guai. Se
eseguito nel modo sbagliato lo squat può essere il peggior
disastro che può capitare alla vostra salute. Se non siete
sicuri di essere padroni della tecnica di esecuzione non eseguitelo. Potreste farvi male… Molto male.
Mettiamola in un altro
modo, quando gli individui si fanno male eseguendo lo squat,
non è l'esercizio stesso che è dannoso ma la maniera nella
quale è compiuto. Il dolore che sperimentate eseguendo lo
squat è molto probabilmente il risultato della sommatoria di
incorretti modelli di esecuzione. Ripetitivi e non corretti
movimenti causano solo stress, dolori, infortuni e
degenerazioni articolari.
Per le moltissime
articolazioni interessate nello squat e per l'alto livello
di sollecitazioni sulla fisiologia in toto, lo squat è un
esercizio difficile da eseguire.
È, pertanto,
estremamente importante essere esperti (o farsi seguire da
un esperto) in biomeccanica per ottenere tutti i benefici
ma soprattutto evitare danni, spesso irreparabili, sul
sistema locomotorio e di sostegno in toto.
Io non sto dicendo che
dobbiamo essere tutti scienziati e ricercatori , ma avere
almeno la coscienza di acquisire quel minimo di conoscenze
necessarie (ma mai sufficienti) per minimizzare il rischio
di procurare danni. Ragazzi, stiamo operando su esseri umani
non su una macchina…scienza e coscienza!
Mito 2 :
lo squat danneggia le
articolazioni della schiena
Anche questo è falso.
Anche per questa ingiusta accusa il rischio di trauma e/o la
degenerazione delle articolazioni è strettamente legato ad
una errata tecnica di esecuzione e/o ad un carico
irrazionalmente eccessivo.
I dischi lombari, come la
cartilagine ialina sono poco vascolarizzata pertanto lo
scambio di sostanze nutritive e di rifiuti prodotti avviene
tramite il fenomeno della diffusione che si attiva grazie
ad una azione di “pompa” azionata dall’alternanza tra carico
e scarico. Durante le fasi di scarico, il disco può
assorbire nutrienti, mentre sotto carico rilascia i liquidi
e le tossine. Lo squat eseguito razionalmente e associato
ad un corretto recupero attiva quell’alternanza dei carichi
che garantiscono la massima salute e robustezza dei dischi.
Al contrario, un
carico irrazionalmente eccessivo e/o una tecnica sbagliata
creano squilibri tali da compromettere il ricambio
nutrizionale che causa una deidratazione e, nel tempo, un
assottigliamento del disco stesso.
Anche qui la colpa non
è dello squat ma di chi, incoscientemente, lo esegue (o lo
fa eseguire) senza avere le appropriate conoscenze.
Lo squat rinforza e
rende più stabili le articolazioni (e i suoi annessi)
dell’anca e della colonna vertebrale, rinforzando
contemporaneamente tutti i muscoli che circondano queste
articolazioni
Chi fa lo squat con
tecnica appropriata allontanerà sicuramente la probabilità
di infortuni alla schiena qualunque sport o attività
pratica e ritarderà sicuramente(di molto) i danni dovuti al
naturale processo di invecchiamento compreso l’osteoporosi.
Sono le persone che
non fanno squat che sono a più grande rischio di danni e
infortuni alle anche e alla schiena.
Lo squat in accosciata
completa è un movimento naturale per la nostra fisiologia.
Anticamente accovacciarsi, ma ancora oggi in molte parti del
mondo non “civilizzato”, era la posizione che gli uomini
assumevano per riposarsi e per svolgere molte attività
statiche.
Gli uomini del mondo
civilizzato stanno perdendo la funzionalità di questo
movimento. Accovacciarsi allunga i muscoli della caviglia e
rende l’articolazione stessa e i suoi annessi flessibile ,
robusta e sana. Lo stesso fa per le ginocchia , per l’anca e
per la schiena. Non ci accovacciamo più a causa delle molte
comodità a disposizione. Le sedie, es., ci permettono solo
un movimento parziale . Ma muscoli, articolazioni e suoi
annessi lavorando sempre cronicamente con range limitato si
adattano al contesto limitando la loro funzionalità e
creando pericolosi e dannosi squilibri nelle, e intorno,
alle articolazioni.
Pertanto ora , voi che
non fate squat, la prossima volta che vi lamentate perché le
caviglie sono rigide e/o avete dolori e problemi alle
ginocchia alle anche e alla schiena conoscete l’origine
della causa.
E… chi è causa del suo mal pianga se
stesso.
Continua con i prossimi
articoli.
TEST DI IDONEITÀ’
Test di idoneità
all’insegnamento da farsi alla fine di ogni capitolo:
Se
guidate una palestra e non avete le conoscenze (“la
scienza”) giuste fate bene a non fare eseguire lo squat,
sarete, se non altro, a posto con la coscienza.
A tal
proposito, fatevi fare questa domanda dalla vostra
coscienza: “ capisci di kinesiologia tu?...no? …e
allora!?!?!...cosa stai aspettando, cerca dove e da chi
puoi imparare se vuoi operare con coscienza! ”
State pensando che mi
sto mettendo sulla cattedra? No! Vi state sbagliando. Cerco
solo di farvi capire che non aggiustiamo lavatrici. Operiamo
su corpi umani. Quella domanda me la faccio fare anche io
dalla mia coscienza. Volete sapere cosa gli rispondo ? La
risposta è : molto poco. Questo dopo 45 anni di esperienza,
di continui studi e ricerche, di migliaia di ragazzi che in
45 anni ho allenato. Dopo 45 anni di personali allenamenti
di squat (…quanti ne avrò fatto in 45 anni?). Allenamenti
che ancora adesso continuano al ritmo di 3 settimanali.
Risultato dopo 45 anni di tutto questo: non ho un dolore o
un danno in nessuna articolazione il mio corpo è ancora
nella piena e massima efficienza. Lo stesso posso dire di
tutti i miei allievi. Tutto questo, anche se mi consola e
mi esalta, non mi distrae dalla consapevolezza che le
conoscenze della scienza sono ancora molto limitate.
Conosciamo ancora molto poco il nostro corpo, c’è ancora
molto da imparare e scoprire. Per questo continuo a studiare
e a ricercare. Per me
lo studio e la ricerca sono un processo continuo.
Mi faccio
sempre la domanda: “Capisci di kinesiologia tu?.....”
SPAZIO PER I COMMENTI
|