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SQUAT: Scienza & Coscienza
Capitolo 5: La Tecnica
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Come si esegue un Squat? Con la sbarra sulle spalle piegate
le ginocchia e abbassatevi fino a che i glutei sono
vicino ai talloni, quindi rialzatevi. Questo è un
Squat. A dirlo è facile… più difficile a farlo.
La giusta forma di esecuzione non s’impara con pochi
allenamenti e con indicazioni superficiali,
dobbiamo essere consapevoli del fatto che, per ottimizzare la tecnica di esecuzione ed evitare danni,
ci
sono un numero di specifiche procedure che bisogna
portare a termine. I miglioramenti non arriveranno
allenandoci a casaccio o seguendo la versione di
squat che è di moda.
Per molti di voi,in particolare per quelli che hanno
limitazioni, occorre qualche mese per essere in
grado di eseguire la giusta tecnica di squat.
Il maggior ostacolo che troverete per apprendere la tecnica
dello squat è dovuto alla confusione generata dalla
maggior parte dei libri, delle riviste e dei corsi
commerciali che sulla tecnica di esecuzione degli
esercizi insegna delle varianti inutili e
pericolose. Di conseguenza, la maggior parte degli
allenatori, degli istruttori ed in geneale di
tecnici che si occupa attività motoria e sport ha
imparato e insegna a fare lo squat in modo
sbagliato. A tal proposito vorrei dire due parole a
questi particolari istruttori, facendo appello alla
loro coscienza: Cari istruttori,se avete una idonea
esperienza,se siete in grado di fare un’analisi
cinesiologica dello squat , non prendete per buono
tutto quello che pretendono di insegnarvi libri,
riviste e corsi commerciali tenendo il vostro
cervello in vacanza, verificate prima di far
eseguire, eviterete sicuri danni alle persone che si
fidano di voi. Se,invece, non avete una idonea
esperienza, se non siete in grado di fare un’analisi
cinesiologica dello squat, rinunciate. Ci sono tanti
altri mestieri che potete fare.
La spiegazione, pertanto, circa l’esecuzione tecnica dello
squat, inizia col consigliarvi di cercarvi un
istruttore con idonei requisiti.
In questo trattato imparerete come e perché usare la
gabbia per lo squat, come posizionare la sbarra,
come posizionare i piedi, come e perché andare in
accosciata profonda e come fare tutto quello che
occorre per uno squat proficuo e senza incidenti… ma
non vi basterà. Per darvi la sicurezza di saper
eseguire uno squat razionale queste conoscenze sono
la condizione necessaria ma assolutamente non
sufficiente perché, per l’elevato numero di
componenti delle strutture locomotorie e di sostegno
in gioco, per l’elevato numero di tensioni
sviluppate, per la strettissima interrelazione tra
tutti questi parametri ,regole generali non sono
applicabili allo stesso modo a tutti e non si può
insegnare per corrispondenza. Considerate questo
trattato una guida che vi permetterà di evitare di
cadere negli errori dei si dice, dei falsi miti e di
valutare chi pretende di gestire la vostra salute e
la vostra forma fisica.
Usate una gabbia con i sostegni di sicurezza
Non fate mai lo squat senza usare la gabbia per lo
squat: è l’attrezzo che vi permetterà di eseguire
allenamenti per lo squat con il massimo comfort e la
massima sicurezza. (Fig 1)
Prepariamo la gabbia per lo squat
Per prima cosa posizionate gli appoggi per il
bilanciere all'altezza dello sterno, in questa
posizione sarà possibile sganciare e agganciare il
bilanciere a inizio e fine serie in tutta sicurezza,
come vedremo fra poco, anche se vengono utilizzati
carichi pesanti
Seconda operazione da fare è sistemare le barre di
sicurezza: posizionatele abbastanza in basso da non
toccarle in fase di accosciata ma abbastanza in alto
da doversi abbassare solo il necessario per
appoggiare il bilanciere sui sostegni in caso di
fallimento dell’alzata (Fig 1). Fate delle
prove iniziali con il bilanciere vuoto per
determinare le altezze giuste per voi.
A proposito di sicurezza parliamo subito di cintura
di sollevamento, bende e tutori vari così ci leviamo
il pensiero. Cintura di sollevamento, bende e tutori
vari nel migliore dei casi hanno la sola funzione di
creare
dei punti di debolezza ma spesso, anche, danneggiano
le articolazioni e annessi ad esse associati. Se
usate la cintura per proteggere la schiena otterrete
solamente che essa farà il lavoro dei muscoli del
core che resteranno così deboli. Diventerete più
forti sopra e sotto la cintura, il centro resterà
debole. Gli squilibri così creati porteranno
sicuramente danni e infortuni. Stesso discorso vale
per le bende per le ginocchia. Inoltre, forze di
compressione delle bende impediscono il libero e
fisiologico scorrimento dei capi articolari
procurando sicuri danni alle stesse. Le bende alle
ginocchia non servono in caso di dolore
preesistente, non guariscono il danno, non eliminano
la causa, ritardano, solo di poco, il disastro
completo e irreversibile. Se c’è dolore alle
ginocchia sospendete immediatamente gli allenamenti
e ricercatene le cause…altrimenti vi avviate verso
la rovina.
Sistemata la gabbia accingiamoci ad effettuare
l’alzata. Prima di staccare il bilanciere dagli
appoggi mettete le mani simmetricamente rispetto al
centro della barra in modo da garantirsi che
l'impugnatura è equilibrata da sinistra a destra. La
presa può essere più o meno larga, a seconda della
mobilità dell'articolazione della spalla ma fate in
modo che la distanza non sia tanto larga da far
scivolare giù il bilanciere.
Con le mani nella posizione giusta infilatevi sotto
la barra guardando direttamente al centro della
barra stessa, questo vi garantirà che il bilanciere
sarà centrato sulle spalle e non creerà dannosi
squilibri sulle articolazioni e su tutto il corpo.
Posizioniamo
il bilanciere
sulle spalle.
Posizionate il bilanciere sotto la spina della
scapola. (fig. 2) Questa posizione richiede molto più tempo per impararla ma ne vale bene la
pena per diversi buoni motivi. Prima di tutto la
posizione del bilanciere facilita una partenza
equilibrata garantendo da subito la co-contrazione
dei muscoli del ginocchio mettendo più enfasi sui
glutei e sui femorali, diminuisce la distanza dalle
anche e, pertanto, minor momento flettente sulla
schiena, potete, infine, usare più carico in maggior
sicurezza. A questo punto osserverete che questa è
la posizione usata dai powerlifters. Si, ma loro
usano la posizione giusta per motivi sbagliati. I
powerlifters usano questa posizione perchè gli
permette di alzare più peso. Fanno molte altre cose
per alzare più peso ma che spesso, anche se dannose
per la salute, sono vendute come regole per eseguire
uno squat razionale alimentando la già elevata
confusione. Vedremo fra poco. Noi usiamo quella
posizione perché è la più razionale per lo sviluppo,
il potenziamento e la prevenzione. In ogni caso,
evitate di posizionarlo troppo in alto, es., sulle
vertebre cervicali: è un modo sicuro per lesionarle.
Se siete costretti ad usare asciugamano o tutori
vari perché la barra vi provoca dolore state
posizionando la sbarra stessa in modo sbagliato e
dannoso. L’asciugamano anche se attutisce il dolore
non evita i danni di una postura sbagliata. Non
usate asciugamani e tutori vari. Ricercate e
perfezionate la posizione sotto la spina della
scapola. Prendetevi tutto il tempo che occorre per
trovare il punto corretto dove posizionare la
sbarra. Dopo alcune settimane vi accorgerete di
poter tenere la posizione senza disagio.
Togliete il bilanciere dagli appoggi
Se il bilanciere è posizionato nel modo corretto,
all'altezza dello sterno, sarà possibile staccare il
bilanciere efficacemente in tutta sicurezza.
Se il bilanciere è troppo alto, non sarà possibile
posizionarlo sotto spina della scapola. Se il
bilanciere è troppo basso, dovete piegarvi troppo
per toglierlo dagli appoggi.
Allo stacco del bilanciere il corpo e i piedi devono
essere in asse con la perpendicolare del bilanciere
al terreno. Qualunque posizione fuori-asse crea dei
pericolosi momenti di forza su tutto il corpo.
Se per togliere il bilanciere dagli appoggi vi piegate
in avanti forzerete irrazionalmente la parte bassa
della schiena andando incontro ad infortunio.
Togliete il bilanciere dalla gabbia, stando rivolti
verso gli appoggi altrimenti, alla fine della serie,
avrete difficoltà a rimetterlo a posto a ritroso
rischiando di farvi male. Dopo aver sollevato il
bilanciere, muovetevi all'indietro per mettervi
nella posizione di squat.
Imparate la posizione dei piedi giusta
Appena staccato il bilanciere dai supporti, con
piccoli passi distanziatevi dai supporti, e
posizionate nel modo corretto i piedi: l'apertura
dei piedi sarà mediamente uguale alla larghezza
delle spalle e saranno ruotati esternamente fino a
formare un angolo di circa 30° (fig. 1, fig. 5).
Tra i miti duri a morire vi è il credere che quando
eseguite lo squat potete allenare porzioni diverse
dei quadricipiti cambiando l'angolazione dei piedi.
L’origine dei capi del quadricipite è sul femore o
in posizione assiale (il retto del femore) pertanto
la variazione dell'angolazione dei piedi che si
traduce in apertura o chiusura dell’articolazione
dell’anca sul piano traverso è ininfluente per il
quadricipite. L'angolazione dei piedi ha poco o
niente a che fare con i muscoli delle cosce ma rende
l'esercizio inutile e pericoloso e che conduce a
problemi cronici alle articolazioni del ginocchio e
dell’anca se posizionati in modo non fisiologico.
La discesa
Dopo aver ben posizionato i piedi avete ancora una procedura
da portare a termine prima di squattare: spostate
leggermente indietro il bacino, flettendo
leggermente le gambe
(fig 5). Questa procedura attiverà da subito la co-contrazione
garantendo l’equilibrio delle forze intorno al
ginocchio. Se iniziate subito a piegare le ginocchia
con la schiena ancora perpendicolare al suolo il
ginocchio sarà subito sottoposto all’azione delle
forze lussanti del quadricipite per lo squilibrio creato dalla
mancata azione equilibrante dei femorali. Per lo
stesso motivo la cartilagine interna e centrale
della patella sarà soggette a pressioni elevate
perché contatta con il femore solo nella parte
centrale e dove la cartilagine è più sottile.
Pertanto, assumete la postura indicata e quando
siete sicuri che flessori ed estensori del ginocchio
sono contemporaneamente tesi iniziate la discesa.
Prima di continuare pensate, ora, a quegli istruttori (anche
laureati) che danno, imperterriti, lo scellerato
comando di scendere rigorosamente col busto diritto
perpendicolare al terreno… Sono scene comiche… sono
scene tragiche.
Torniamo a noi. Nella discesa le
ginocchia devono puntare e viaggiare durante tutto
l’arco del movimento in linea con le punte dei
piedi. Eseguite un’accosciata completa mantenendo
una leggera ed opportuna inclinazione in avanti del
busto (Fig.6). L’opportuna leggera
inclinazione in avanti del busto (la schiena rimane
sempre diritta e ben in tensione), aiutata dalla
particolare posizione sotto la spina della scapola
del bilanciere, favorisce l’entrata
in azione degli ischiocrurali garantendo una
co-contrazione ovvero intervento simultaneo di
quadricipite e ischiocrurali con maggior protezione
dell’LCA e inferiore stress sull’articolazione
femoro-rotulea;
Nella discesa dello squat
è
importane l’angolo di flessione del tronco in
quanto,
con
l’opportuno grado di flessione,
i muscoli ischiocrurali
si tendono opponendosi così
allo scivolamento anteriore della tibia sul femore
ad opera del quadricipite. Non
esagerate, comunque, con l’inclinazione in avanti
del busto altrimenti per togliere stress sul
ginocchio mettete stress sulla schiena e, inoltre,
togliete ancora lavoro ai quadricipiti. In ogni
caso, anche per quello che diremo di seguito,
adoperatevi per tenere sempre attiva la
co-contrazioni dei muscoli del ginocchio, manterrete
integre le articolazioni delle vostra ginocchia.
Alcuni(quasi tutti?) istruttori
“moderni”raccomandano di accosciarsi non oltre il
punto dove le cosce sono parallele al terreno
asserendo che accosciarsi profondo è dannoso per le
ginocchia. Un altro mito difficile da sfatare perché
sfortunatamente, molti corsi per la certificazione
di istruttori e personal trainer insegnano a fare lo
squat parziale stando sopra il parallelo per
evitare, dicono loro, danno alle ginocchia. Questa
scellerata informazione è sbagliata!! È sbagliata,
ma gli inconsapevoli giovani istruttori pensando che
sia tutto vero diffondono questa falsa
verità alimentando la confusione e il disastroso
mito.
Personalmente eseguo, da quasi mezzo secolo, squat
profondo (…col culo a terra, come diciamo a Foggia)
e non ho avuto mai un problema né alle ginocchia né
da nessun’altra parte. Insegno a fare squat profondo
a tutti i miei allievi da più di quarant’anni e
nessuno dei miei allievi a mai avuto problemi alle
ginocchia o alla schiena. Quanti squat avrò fatto in
mezzo secolo di allenamento, quanti ragazzi sono
passati dalla mia palestra? Ditemi voi se esiste
ricerca e studio scientifico più ricerca e studio
scientifico più attendibile di questo. Ma procediamo
lo stesso con spiegazioni razionali.
L’articolazione del ginocchio è più forte e più
protetta in flessione piena o in posizione estesa,
è debole e vulnerabile tra le due posizioni. Gli
squat parziale azionano solamente i quadricipiti,
pochissimo i glutei e i flessori del ginocchio.
Questo provoca squilibri muscolari e danni
articolari poiché, ricordate, la prevalente azione
dei quadricipiti provoca un’azione lussante sulla
tibia con eccessive tensioni sul LCA. Inoltre la
patella si trova
in una posizione di contatto molto svantaggiata con
la faccia patellare del femore. In uno squat
parziale il contatto è tra il centro della rotula
dove la cartilagine rotulea è più sottile e,
pertanto, più vulnerabile e lo spigolo della faccia
patellare del femore.
Siete proprio sicuri di voler continuare a fare squat
parziali e finire, pertanto, dove siete più
vulnerabili?
Lo squat profondo è più sicuro perché anche se le
forze agenti sull’articolazione sono maggiori le
pressioni sono molto più piccole perché l’area di
contatto tra rotula e incavo formale è massima,
sjmmetrica e idonea a dissipare le forze di
compressione. Lo squat completo rafforza e
stabilizza le ginocchia perché, come in ogni
esercizio, eseguendo lo squat in allungamento
completo e contrazione completa i muscoli e le
articolazioni saranno stressate fisiologicamente su
tutto il loro naturale range . Se praticate
costantemente con un movimento limitato, la
probabilità di infortuni aumenta se vi dovesse
capitare, un giorno, di andare oltre il vostro range
usuale in qualunque caso. Diminuirà la flessibilità.
Con il regolare, e scellerato, accorciamento
completo e stiramento incompleto il ventre muscolare
diventa più corto. Avrete muscoli corti che
porteranno un disastroso squilibrio anche a riposo.
Se persistendo con questa tecnica insana vi
ritroverete con dolori e danni articolari,
ricordatevi il detto “chi è causa del suo mal pianga
se stesso”… io vi ho avvertiti…voi non mi avete
ascoltato. Questo è valido per tutti gli esercizi.
Un
altro scellerato mito da sfatare è la credenza che
la punta delle ginocchia non deve mai superare la
punta dei piedi. È un mito alimentato da alcuni
powerlifters. Ai powerlifter è utile perché permette
loro di alzare più peso. Alla nostra salute no! Se
squattate in modo razionale
le ginocchia sono più avanti rispetto alla punta dei
piedi. Se quando squattate la punta delle ginocchia
non supera la punta dei piedi state facendo un
quarto di squat o avete le caviglie rigide e il
carico sta gravando pericolosamente sulla schiena.
Ogni volta che leggo o vedo istruttori insegnare
questa modalità resto sempre meravigliato e mi
chiedo quale sia il motivo e come sia possibile che
non si accorgano del grande e disastroso abbaglio.
Si sono fatti convincere da riviste, libri, corsi
commerciali che è la tecnica giusta dando credito al
fatto che in questo modo lo sforzo sulle ginocchia è
inferiore. Ammesso che sia così , ma non è proprio
così, basterebbe richiamare il proprio cervello
dalla perenne vacanza per capire che in questo modo
per mantenere il baricentro del sistema all’interno
dei piedi, devo flettere per forza la schiena più
in avanti. Così facendo, tentando in male modo di
salvare le ginocchia, di sicuro rovino la schiena.
Le ginocchia devono viaggiare oltre la punta dei
vostri piedi e questo mostra buona flessibilità
nelle vostre caviglie e garantisce una posizione
razionale della schiena. Le ginocchia devono passare
la punta dei piedi quando ci si accoscia, altrimenti
la schiena subisce pressioni pericolose.
Una tecnica diffusa, sempre, da alcuni powerlifters
per ovviare all’inconveniente della schiena troppo
in avanti, ma soprattutto sempre con l’obiettivo di
sollevare ancora più peso, è quella di eseguire lo
squat con piedi molto lontani tra loro: il sumo
squat. Il sumo squat
permette loro di utilizzare più peso, ma ciò
è dovuto al vantaggio meccanico, i muscoli sono male
allenati e le articolazioni sono massacrate. Molti
istruttori ,quelli di cui sopra, pensando sia tutto
vero quello che gli è stato insegnato ai corsi, di
cui sopra, fanno eseguire ai propri malcapitati
allievi lo squat tipo sumo con l’obiettivo di
diminuire lo stress sulla schiena. Ma per tentare
di risolvere un problema ne creano cento. La
posizione larga dei piedi permettono loro di
mantenere il busto più verticale, riducendo la
tensione sulla schiena ma lo stress cade sulle
anche, sulle ginocchia e sulle caviglie. Nel sumo
squat, infatti, le ginocchia tendono a convergere
verso l’interno rispetto alla linea dei piedi anche
per l’azione della forza, adesso parassita, degli
adduttori.
In questa posizione gli adduttori, messi in tensione
dall’allungamento, creano sul ginocchio una forza
parassita che agisce sul piano traverso che si
traduce in momento di forza torcente sul ginocchio e
che produce stress degenerante sul legamento
collaterale mediale, sulla cartilagine ed un effetto
lussante sul complesso rotula condili femorali.
Fare squat in questo modo è dannoso. Ma non è finita
qui. La situazione non è migliore per le anche. La
postura del sumo squat costringe la testa del femore
in una posizione innaturale e distruttiva rispetto
all’acetabolo. Per avere un’idea degli effetti
deleteri di questa scellerata modalità pensate ad
una morsa meccanica che torcerà la vostra gamba
mentre il ginocchio tenta il piegamento. Conosco
powerlifters che continuano nel loro folle obiettivo
di alzare più peso nonostante i lancinanti dolori e
le lesioni che si sono provocati alle anche e alle
ginocchia. Loro tentano, invano, di proteggersi
usando una tutina speciale da squat che tra l’altro
gli permette di alzare più peso. Invano perché
indossare la tutina non li salverà dall’aggravarsi
delle lesioni e da un sicuro e precoce abbandono dei
pesi. A tal proposito voglio raccontarvi un
aneddoto. Tempo fa mi venne a trovare un conoscente
powerlifter e mi chiese se poteva partecipare alle
gare di panca e squat che organizzo ogni anno con lo
CSAIN. Gli risposi che poteva gareggiare ma da noi
si gareggia senza tutine e magliette speciali che i
powerlifters usano per alzare più peso. A questo
punto mi disse che non poteva più gareggiare. Non
poteva gareggiare senza quelle diavolerie perché
aveva tutte le articolazioni rovinate e tutine e
magliette speciali gli servivano anche per alleviare
i lancinanti dolori. È inutile dirvi. Ho saputo,
poco dopo, che ha smesso con i pesi. Morale della
favola: è sempre più valido il motto di noi della
Gym Star “Lo sport in supersalute, la supersalute
nello sport”. È vero che l’atleta deve sempre
ricercare la massima performance ma la massima
performance passa per la supersalute, un fisico
squilibrato e allenato irrazionalmente porta solo al
declino. Evitate gli aiutini e gli indumenti- tutori
e pensate soprattutto a mantenere gli equilibri
fisiologici.
Voglio avvertire che non voglio sindacare
nessuno e nessuna specialità, voglio solo mettere in
guardia chi si accinge a fare squat e metterlo in
grado di fare scelte razionali. Poi …ognuno è libero
di scegliere tra la salute e l’effimero
miglioramento del risultato agonistico. Torniamo a
noi.
L’angolo della testa. 
La posizione della testa durante lo squat è
importante perché contribuisce a definire una
postura ottimale, essa deve trovarsi sempre in linea
(o poco più elevata) con il busto per tutto l’arco
di movimento.( Fig.6)
Un errore che si fa spesso è quello di consigliare
di guardare in alto durante la risalita, questo
costringerà il busto a salire spostandosi verso
l’avanti per tenere il baricentro del sistema
all’interno dell’area di appoggio con conseguenti
incrementi di tensioni sulla schiena.
La respirazione.
La respirazione durante un esercizio è importante,
ma per lo squat questa importanza è centuplicata.
Nello squat l’aria inspirata ha il compito
essenziale di contribuire a tenere il core forte e
stabile, a proteggere, pertanto la schiena durante
tutto il range. Completate l’inspirazione nelle
primissime fasi della discesa e trattenete l’aria
fino a che non avete completato la risalita. Ora
potete espirare e prepararvi alla prossima
ripetizione. Se inspirate o espirate durante il
percorso vi ritroverete nella situazione di un
pneumatico sgonfio della vostra auto. Non ci sarà
pressione che genererà forze che tengono eretto il
busto, il core sarà debole e la schiena cederà
spianando la strada ad incidenti. Questo
specialmente quando cominciate ad usare carichi
importanti.
Il movimento di risalita
Una volta completata l’accosciata cominciate a
risalire con la schiena che tiene sempre lo stesso
angolo.
Riappoggiare il bilanciere sugli appoggi della gabbia.
Finita la serie, avvicinatevi a piccoli passi verso
i piantoni frontali della gabbia. Quanto sentite che
il bilanciere tocca i piantoni abbassatevi tenendo
il busto verticale e rilasciate il bilanciere sugli
appoggi. Non tentate assolutamente questa operazione
con un unico passo allungato e con la schiena
inclinata vi farete male quando meno ve l’aspettate.
Tutti possono eseguire uno squat ?
Purtroppo, l'esecuzione dello squat completo, per la
maggior parte delle persone non è un cosa naturale .
Potreste trovare difficile seguire ed attuare le
direttive per eseguire uno squat razionale. La
flessibilità di caviglie e femorali è spesso un
problema. Questo rende difficile per molte persone
l'esecuzione dello squat completo. Se quando
eseguite lo squat i talloni si sollevano dal
pavimento o vi inclinate in avanti eccessivamente o
la vostra bassa schiena si incurva nella posizione
più bassa dell’accosciata è segno che ci sono
limitazioni e rigidità muscolari …allora avete
bisogno di lavorare sulla flessibilità. Se sentite
dolore o disagio,può significare che avete squilibri
mio-articolari che devono essere corretti.
Per evitare lesioni o creare ulteriori squilibri
muscolari dovete lavorare sulla vostra flessibilità
e sul condizionamento .
Lavorate sulla flessibilità ed eseguite squat con la
sola asta di legno per l'apprendimento
dell'esecuzione dello squat. Fare squats con l’asta
di legno, offre la possibilità di ottenere la
sensazione del movimento e costruire flessibilità
prima di iniziare con carichi importanti. Appena
possibile inserite Overhead Squat per condizionarvi
definitivamente allo squat. Se non riuscite a fare
squat subito non scoraggiatevi, limitazione e
squilibri muscolari sono molto comuni e
correggibili. Armatevi di pazienza, eseguite
allungamenti e condizionamenti e diventerete
gradualmente più sciolti e più agili, sarete in
grado di abbassarvi sempre più senza sollevare i
talloni dal pavimento e senza che la schiena vada
troppo avanti o si incurvi nella parte bassa per
mantenere l'equilibrio.
La tavoletta
Ci resta un ultimo mito da sfatare, anche se non è
ultimo come livello di confusione generata: la
tavoletta. La tavoletta, uno spessore che si mette
sotto i piedi per cercare di porre rimedio
momentaneo a una mancanza di flessibilità. Tavoletta
sì, tavoletta no… anche qui c’è da chiedersi se le
agguerrite opposte fazioni che si contendono il
pregio della verità sanno di che cosa stanno
parlando. Io non dico che dobbiamo essere tutti
ingegneri biomeccanici ma un minimo di conoscenza in
cinesiologia si deve avere per avere la coscienza di
pretendere di legiferare. Dopo di ciò possiamo dire
che la conoscenza non è appannaggio di pochi ma
tutti debbano avere la consapevolezza che dobbiamo
imparare gli uni dagli altri. Adesso facciamo una
rapida e facile analisi per stabilire
a cosa serve la tavoletta e quando dovete
utilizzarla. Se nello squat vedete che non riuscite
a mandare avanti le ginocchia perché l’articolazione
tibio-tarsica è poco mobile, avete bisogno di usare
la tavoletta. La tavoletta sotto i piedi non fa
altro che dare modo alla tibia di raggiungere
l’angolazione idonea per eseguire uno squat
razionale. Dalla tibia in poi, la tavoletta, fa in
modo che tutto funziona come se la caviglia fosse
sciolta. Le ginocchia vanno nella posizione giusta,
le anche assumono l’apertura giusta per evitare che
il busto vada troppo in avanti mettendo pericolose
tensioni sulla schiena…Dov’è l’inconvenienza, dov’è
la pericolosità? Potete vedere invece che la
tavoletta ci da la possibilità di eseguire squats
decenti fino al momento che la migliorata
flessibilità ci permette di farne a meno.
Naturalmente dovete considerare questo un rimedio
momentaneo e continuare a lavorare sulla
flessibilità e sul condizionamento allo squat. La
tavoletta non risolverà il vostro problema di
inflessibilità.
Il pericolo non è la tavoletta. Il pericolo è
l’istruttore che deve decidere se farla usare o
meno. Se non avete le giuste conoscenze di
biomeccanica per analizzare lo squat di chi si
affida a voi abbiate la coscienza di desistere.
Eviterete di creare guai spesso irreparabili.
Pensate che sto esagerando? No, non sto esagerando.
Anche la tavoletta se usata male può far male. Se
avete bisogno di usare la tavoletta e non la usate
presto vi ritroverete con dolori e disastri alla
schiena. Se non avete bisogno della tavoletta e la
usate potreste avere problemi alle ginocchia. Come
potete vedere la tavoletta di per sé non è dannosa.
Può essere utile, basta sapere a cosa serve e come
utilizzarla.
Il riscaldamento
Infine il riscaldamento. Il riscaldamento è una
parte molto importante dell’allenamento. Per lo
squat questa importanza assume un valore
esponenziale. Un cattivo o un assente riscaldamento
allo squat può annullare tutti gli effetti di una
tecnica e di un allenamento razionale provocando
danni e incidenti spesso gravi. Anche il
riscaldamento, che fa parte dell’allenamento, deve
essere svolto in modo razionale. Un riscaldamento
svolto a casaccio può creare solo problemi. Non
pensate che la corsetta e gli esercizietti vari
bastino ad approntarvi per lo squat. Il
riscaldamento come in tutti gli esercizi deve
essere un riscaldamento localizzato. Se dovete
fare squat dovete riscaldarvi con lo squat partendo
da un’asta di legno anche se fate 300 kg di squat.
Anche perché adotto questa procedura, faccio squat
da mezzo secolo e posso continuare a farlo superando
spesso i 150 kg in allenamento senza avere nessun
problema e con articolazioni ancora al massimo e
senza nemmeno un dolore. Le mie serie di
riscaldamento superano di gran lunga le serie di
allenamento. Provate a riscaldarvi cominciando
dall’asta di legno, poi passate al bilanciere vuoto
e andate avanti ad incrementi adatti alle vostre
possibilità. Naturalmente durante la serie di
riscaldamento, tolta quella con l’asta che consiglio
con molte ripetizioni, effettuate pochissime
ripetizioni (2-3) altrimenti arriverete alle serie
di allenamento già distrutti. Prossimi articoli:
“L’allenamento razionale”
P.S. gli esercizi sono illustrati Perrdono'
Francesco istruttore FIPCF e
istruttore CSAIN di terzo livello
SPAZIO PER I COMMENTI
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